A te che non senti, di Renata Dotta

Ma non sei tornata

silenziosa.

Perché la terra lega

quello che era il tuo corpo;

e l’amore che mi portavi

è ormai troppo lontano.

La pena mi cresce 

nel sangue.

Come un fiore rovente.

E incontro il disperato

abbraccio del vuoto,

perché tu vuoi la mia pena

laggiù, nel regno dei morti.

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