Amore e Psiche, un mito senza tempo che insegna all’uomo ad amare…

Sovracoperta

❝François Gérard, Psyché et l’Amour 1796-1798.
Ritrae Psiche colta all’improvviso da Amore, sentimento che avverte nell’anima ma non vede. L’autore così nel suo immaginario rappresenta il primo bacio d’Amore motivando l’espressione di piacere e di sorpresa che traspare dal viso della fanciulla. La farfalla “psichi” che volteggia al di sopra della ragazza rappresenta la sua anima e l’immortalità, che si animerà del sentimento innamorandosi di Amore che le sussurrerà: Scambiamoci le anime..❞

Ancora al giorno d’oggi il mito di questi due protagonisti porta un messaggio puro dell’amore, contrario a quello concepito nella nostra società: é il manifesto del sentimento platonico che si tramanda nel tempo, un invito al coraggio ad affrontare il volto di colui che presumiamo di amare. Solo accettando e rendendoci conto di chi abbiamo a fianco, riusciremo a purificare il nostro eros rendendolo vero e autentico.

La favola di cui si parla scritta da Lucio Apuleio scrittore algerino, risale al II secolo a.C ed appartiene alle Metamorfosi.

Si incentra sulla storia della giovane Psiche, la cui indescrivibile bellezza paragonata a quella afrodisiaca, allontana ogni uomo e scatena in Venere una terribile gelosia. Per volere di quest’ultima, manda suo figlio Amore per castigarla facendola innamorare dell’uomo più rozzo, ma Cupido di fronte a tale bellezza, se ne innamora e non porta a termine il suo compito. Impone a Zefiro di condurla nella sua dimora, un palazzo incantato dove Psiche trascorre le sue ore in solitudine fino a che non cala la notte, momento in cui giunge Amore e la fa sua. Su istigazione delle invidiose sorelle, Psiche decide di scoprire l’identità del suo amante. In una notte dopo essersi lasciata al suo Amore, afferra una lucerna ed un rasoio, e si avvicina al suo corpo assorto nel sonno; con suo stupore il volto che gli appare, non é quello di un mostro, ma bensì quello di un dio di una bellezza sfolgorante. Presa d’amore bacia più volte l’amato, facendo oscillare la lanterna dalla quale cade una goccia d’olio bollente, che brucia la spalla di Cupido. Amore si sveglia e fugge via per questo tradimento, poiché gli aveva promesso di non scoprire il suo viso.

L’identità di Psiche é nota a tutti come amante di Cupido, e prima di potersi ricongiungere al suo divino consorte, il quale cerca disperatamente senza trovarlo, e tenta di dar fine alla propria vita; è costretta ad effettuare una serie di prove, al termine delle quali otterrà l’immortalità. Alla fine dell’ultima prova viene tentata di aprire il vasetto della Bellezza di Proserpina, per apparire più bella quando rivedrà Amore. La sua curiosità la trae in inganno per la seconda volta, Psiche viene presa da un sonno infernale dal quale solo Amore la può risvegliare e lo fa. Superate le prove richieste dalla dea Venere, la giovane giunge all’Olimpo dove beve l’ambrosia e diventa sposa eterna di Amore, e poco dopo da alla nascita sua figlia, Voluttà.

Molteplici sono i significati che questa favola può assumere considerando il relativismo di ognuno di noi e le varie epoche che hanno reinterpretato questo mito, ma soffermiamoci su quelle possibili.

In origine Psiche dal greco (psyché) era il “soffio” che usciva dal defunto per mutarsi in fantasma, e Cupido era il ragazzo dalla natura crudele, capriccioso e irresponsabile come un bambino: in seguito vennero definiti come “anima” e “amore”.

Sovracoperta

❝Antonio Canova, Amore e Psiche stanti, 1797. E’ un gruppo scultoreo, che rappresenta i due amanti impegnati a contemplare il dono dell’anima da parte di Psiche al suo amato. E’ la rappresentazione della purezza del loro sentimento, che consiste nel dono della farfalla simbolo dell’anima e dell’ immortalità. I loro tratti ritraggono la bellezza neoclassica, riferita alla bellezza spirituale nel suo stato originario e rendono l’atmosfera tenera, pura e unica: l’abbraccio di Amore suggella l’ unicità della loro unione. Il messaggio di quest’opera non allude all’erotismo, ma al divino ricco di dolcezza e di bellezza sensuale, che ricrea lo spirito della favola antica come suggestione ed espressione di sentimenti. Amore e Psiche sono i simboli della pura bellezza interiore.❞

La Psiche della favola é un ragazza di natura umana, messa in dubbio dalle sorelle invidiose che la portano a commettere un atto di infedeltà nei confronti di Amore, per necessità di sapere chi le sta accanto. Affronta con grande coraggio ogni prova che le si presenta, anche se ricade una seconda volta nell’inganno della curiosità. E’ debole perché non mantiene la promessa ed é curiosa, poiché non resiste. Per questi     motivi rappresenta l’anima, la nostra parte razionale che ha la necessità di sapere, di sciogliere il dubbio e di illuminare ciò che rimane nell’oscurità: é un’allegoria filosofica. In realtà ognuno di noi é Psiche, ma vi risiede una sostanziale differenza: lei chiarisce una volta per tutte ciò che a noi non sarà mai chiaro in modo definitivo, il vero volto di colui che ci sta accanto, mentre noi non ne saremo mai sicuri oppure temeremo che questo possa accadere a noi. Questa insicurezza o timore dell’essere moderno é dovuta alla costruzione di un mito dopato nella nostra società, nel quale é difficile riconoscere le divinità dai mostri.Coloro che tendono all’identificazione con le divinità finiscono per diventare divinità stesse, e coloro che non ci riescono pur di non limitarsi a rimanere esseri umani diventano mostri: i due estremi si confondono lasciando nel mezzo l’essere umano normale.

Un altro elemento che si può scorgere, sempre incentrato sulla visione della società e in perfetta sincronia con le linee della favola, é il momento in cui Psiche si trasferisce nella dimora di Cupido rifugiandosi dal proprio mondo sociale: questo passaggio rappresenta l’isolamento dalla società che opprime l’uomo, lo giudica e s’intromette nella vita degli altri. I due innamorati sembrano vivere in un idillio, un mondo conosciuto solo a loro e isolati dalla realtà circostante, ma questo finisce appena Psiche incontra con le sorelle, entrando in contatto con la realtà. La realtà rappresenta non altro,che il male umano.

Se analizziamo il sentimento amoroso, pensiamo al piacere e alla gioia che provava Psiche, i quali non erano animati dall’elemento costitutivo ed essenziale dell’amore nelle notti passate con Cupido: il desiderio di un dono e di una conoscenza totale dell’altro, in un movimento che porta ad obliarsi per possedere quel bene appena intravisto. E’ questo desiderio che rende potente e invincibile l’amore, e che consente di protendersi verso l’altro in quella proiezione al di fuori di sé: per la quale l’innamorato è disposto ad affrontare qualsiasi difficoltà e qualsiasi sofferenza, e a recarsi addirittura fino al profondo degli inferi pur di riconquistare ciò che, solo, potrà saziarlo. Psiche é spinta da questo desiderio che rende adulto il suo amore, e grazie a questo affronta le sfide mettendolo alla prova ottenendo il sentimento più puro.

Dunque, é l’anima ad innamorarsi teneramente di Amore e a mostrargli il vero sentimento, poiché l’amore vero non proviene dalla visione fisica, ma dalla percezione  della bellezza interiore: Psiche si concede, si abbandona, si fida, si lascia trattare da Amore senza conoscere la sua vera identità, ma grazie ai tre espedienti, l’invidia delle sue sorelle, dubbio e curiosità si realizza la sua sofferenza, la sua determinazione, e infine la sua felicità e il vero amore eterno. Gli ostacoli all’interno della favola non sono altro che incipit promotori della storia, che hanno permesso l’evoluzione e la crescita interiore dei personaggi,e del loro sentimento di unione reciproca, poiché ciò che divide tende ad unire.

L’amore di questo mito é lo scambio di anime di due amanti, che grazie all’evoluzione del loro sentimento hanno permesso l’immortalità di loro stessi e della propria favola: dimostrandoci attraverso una serie di prove come possa manifestarsi l’amore vero.

Da questo punto di vista, l’immagine di Psiche rappresenta non solo la bellezza dell’anima, ma soprattutto la forza del sapere, e la ricerca della verità: le quali hanno dimostrato la forza dell’amore attraverso la debolezza e il coraggio nei confronti di entrambi gli amanti, di conoscere non solo sé stessi.

Per concludere in meglio la riflessione su questo mito, rivolgiamoci all’idea dell’ amore per Platone, espressa nel Simposio. L’amore platonico applicato a questo contesto si rivela nella revisione del sentimento, che porta all’evoluzione dell’amore nel suo stato più puro e alla rinascita dell’anima, e nella stessa rinascita si realizza l’immortalità spirituale e quella corporea che coincide con la nascita di Voluttà : é l’elogio all’amore della bellezza eterna della vita e del sapere di essa, il mito del dono della bellezza e della ricerca di essa..

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By myself

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