Maternità, di Renata Dotta

Fuori fa tanto freddo, ma ti sento

caldo sul cuore, mio bambino.

Senti? Un cane abbia, lontano.

Quando nascerai dovrò insegnarti

che ci sono i cani, al mondo,

gli uomini, i bambini, la scuola

e i compiti da fare. Poi, rimarrò

la mamma che cuce e stira,

 e il resto lo imparerai da solo

e sarò molto se, quando soffrirai,

potrò venirti accanto a accarezzarti

il viso. Bimbo, ti faccio io,

ora per ora e t’amo, insegnandoti l’amore.

Ma il cuore sa già battere da solo.

E’ breve il tempo che mi resta ancora

per sentirti mio, per esserti vicina.

Dopo sarai il mio figlio, ed io sarò

il dovere; o la mano che mette il cerotto

sulla fronte e che consola,

o quella santa donna che ti fa uscire

col maglione rosso che non ti piace

e che ti punge il collo. Bimbo, 

in questa attesa siamo una cosa sola:

col tuo primo respiro sarai mio figlio.

Ed é tutta un’altra cosa.

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