Gustav Flaubert, Novembre 1842

Se conto gli anni, però, non sono nato da molto tempo, ma i miei ricordi sono così numerosi che mi opprimono, come i vecchi sono oppressi dal peso di tutti i giorni della loro vita;mi sembra, talvolta, di aver vissuto per secoli e che il mio essere racchiuda i relitti di mille esistenze trascorse. Perché?Ho amato?Ho odiato?Ho cercato qualche cosa?Ne dubito ancora; ho vissuto fuori di ogni movimento, di ogni azione, senza affannarmi per la gloria, né per il piacere, né per la scienza o per il denaro… (..)

E, del resto, il cuore umano non è forse un’immensa solitudine dove nessuno penetra?le passioni che lo abitano sono come i viaggiatori del Sahara, vi muoiono soffocati e i loro gridi non sono mai uditi oltre i confini.

-Gustav Flaubert, Novembre 1842-

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