Lui pensa a lei..

Passano i giorni, e lui tra le ore di studio per gli esami di fine sessione, e i periodi post passati tra gli svaghi, le sbronze,la discoteca, e le ragazze; quasi si dimentica di lei, a parte i brevi momenti in cui rivive l’incontro nella mente. Come se non bastasse, si offende pure, di certo se vive nelle illusioni non può sperare che lei gli scriva giusto, perché lui vuole per suo capriccio: forse la sua autostima insieme alla sicurezza vanno ridimensionate, e forse il suo fascino non colpisce tutte le ragazze. Si arrabbia, ma cosa può pretendere da quella ragazza? Non le ha parlato, degnato lo sguardo per sette anni, e adesso oltre a sperare, pretende che cada ai suoi piedi, e gli scriva per uscire con lui sotto la scusa del “campeggio”. Forse si é reso inetto di fronte a lei, con nessun risultato: deve incontrarla, non può continuare così, anche se d’altra parte internet é sempre utile per cercarla. Ci ripensa, non vuole fare la figuraccia dell’innamorato, non é da lui compiere il secondo passo, veramente nemmeno il primo passo: il XXI secolo é dedicato alle ragazze, che secondo lui e la maggioranza devono cadergli ai piedi, come pere, ovviamente se vogliono uscire. Una mossa troppo avventata rischierebbe di danneggiargli la notorietà di “ragazzo figo”. E’ il mese di luglio, cosa potrà mai fare? Forse non ha passato qualche esame? No, non può essere, non é quel tipo. Forse ha perso il numero, o meglio l’ha gettato via. A questo pensiero, preferisce abbandonare l’idea, tanto non può funzionare, se non ha funzionato sette anni prima, figurarsi ora: anche se secondo il proverbio “Meglio tardi che mai”, ha tentato almeno. Deve dimenticarla, é acqua passata, che gli importa di quella? Non é così importante e non é nemmeno il fattore determinante della sua vita. Lui ha la sua vita, così come lei, interessi diversi, gusti diversi. Quelle come lei ce ne sono a migliaia, certo senza la sua razionalità, e grazia, ma cosa conta? Tanto alla fine si giunge allo stesso punto: il sesso é ciò che gli interessa di più, e dopo tutto questo tempo non crede di aver ambiato idea, anche se gli sta nascendo un dubbio.. Forse é giunta l’ora di crescere veramente, di scegliere una relazione vera e duratura, fondata dapprima sull’amore platonico, sulla vista, sul cuore e in seguito sull’eros puro, ma pur sempre corporeo. Ci riflette, crede davvero in ciò che pensa, anche se non sarebbe disposto ad abbandonare il suo vecchio stile di vita per lei, non é sicuro:  “stronzate”, questo non é da lui, accantona le speranze..

Sette giorni dopo, lei annoiata, decide di scrivergli, sempre con alcuni ripensamenti e  scrupoli. Lui appena vede l’sms sul display, é sbronzo sul letto con la ragazza accanto, sono le undici di mattina. Solo in quell’istante si accorge, che l’sms é stato inviato il giorno prima, e lui é ancora lì sul letto, che non riesce nemmeno ad alzarsi. Afferra il cellulare e  legge, all’improvviso un sentimento si accende in lui, é la felicità. Emozionato non sa cosa  rispondere per contrastare se stesso, ora deve trattenere la sua gioia per se, non può rivelarsi e condividerla. Le risposte possono essere tante, ma é bene che ne scelga una non troppo incisiva del suo animo, e nemmeno troppo neutra, magari un poco di simpatia non guasta.

Col cellulare in mano resta come un ebete sdraiato, perso nelle fantasie del messaggio dal dolce risveglio, mentre chiude gli occhi, quasi si addormenta cullato da quel pensiero, finché squilla il cellulare, e lo risveglia dal suo idillio: spera sia lei. E’ sua madre, la stessa rottura di sempre.

“Andrea! Dove sei? Ti stiamo aspettando! Non dirmi che ti sei dimenticato, é la terza volta.

“Mamma é solo domenica. Perché devo venire per forza? Sto bene qui a Milano, sono da Luca.”

“Potevi dircelo prima, non ti disturbavamo.”

“Fa niente, me la cavo, vengo lo stesso, aspettate..” Guarda l’orologio sul polso, sono già le dodici.

“Ehm, ecco per le tre dovrei essere da voi. Ok?”

“Ok.”

Solleva il lenzuolo, e guarda con ironia la giovane distesa, addormentata, e si chiede come abbia fatto ad andare con quella: ah si, era buio in discoteca. Si alza, cerca i suoi indumenti sparsi per la casa, si veste, si da una leggera passata tra i capelli davanti allo specchio, non si scruta il suo viso, é troppo sicuro della sua immagine, e anche se fosse malconcia poco conta, é domenica, e le facce dei giovani sono più o meno le stesse. Controlla ancora una volta di non aver dimenticato niente, abbandona la stanza, e cerca Luca.

Si affaccia alla sua stanza e bisbiglia: “Ehi Luca, sei sveglio?

Con la voce impastata e gli occhi socchiusi, l’amico gli risponde: “Si, ci sono. Dove vai?”

“A casa, ci sentiamo per messaggio. Mi dispiace lasciarti così, davvero, é stato bello ieri sera, grazie di tutto, ma ora devo andare.”

“E’ per quella tipa bionda vero?”

“Stai sereno, non ti deve importare”. Sorride.

“Ok, amico. Ciao!”

“Ciao Luca”.

Esce, scende le scale, sfila gli occhiali della Ray Ban dalla tasca della leggera giacca, e finalmente incontra la luce, mentre l’aria famigliare della città lo assale.

Luca, é sempre stato il suo migliore amico, fin da tempi delle elementari, con lui ha condiviso anche le brevi storie, conosce tutto di lui, tranne le sue vere debolezze camuffate sotto risate e pettegolezzi.

Prende la metro, e intanto s’immagina il volto di lei sorridente, mentre i timori svaniscono. Non vede l’ora di incontrarla. Eppure c’é una questione che non si pone, perché non l’ha più vista in treno, e perché solo quella volta le loro vite si sono incrociate? Non importa, ora ha ottenuto quello che voleva, ed é ciò che conta..

By myself

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