“Le false voci dei media, e le tenebre dell’Ucraina occidentale: UPA e il massacro in Volinia.

A Kiev, la vergogna di un paese.

Informazioni odierne sulla situazione tragica in Ucraina:

http://giuliettochiesa.globalist.it

http://www.voltairenet.org/article184430.html

ONotkiL
Nel corso delle Olimpiadi si é parlato molto degli eventi, che hanno sconvolto l’Ucraina negli ultimi mesi: un colpo di Stato, effettuato da un esercito insurrezionale, che ora si sta imponendo sempre di più con le sue forze sull’odierna Ucraina.
A parer mio la maggioranza delle fesserie dette sul referendum e sull’esercito sono state solamente delle accuse infondate, poiché il referendum in Crimea é stato uno degli atti più democratici, legittimo su tutti i fronti, a discapito della negativa propaganda anti-russa da parte degli ucraini dell’Occidente, insieme alla diffusione di dati falsati dalle voci americane, forniti a molti media sotto l’influenza degli USA. (Dunque, non si debba credere alle “bufalate”, gettate in rete e raccolte negli articoli diffamatori di La Stampa, la Repubblica e altri siti a favore degli USA: Si, si sa che il giornalismo e’ dipendente, specialmente quello italiano, la marionetta americana, e per lo più anche disinformata, abile solo nel contorcere le parole.)

In realtà, già cedere un territorio é stato un atto contro la costituzione dell’URSS nel 1953, ma l’annessione della Crimea alla Russia non poteva violare la costituzione ucraina, dal momento che l’Ucraina non aveva una Costituzione, poiché ne era stata privata.
Tra i rumors per mascherare gli accordi presi con gli USA per stabilire la propria base NATO e sopratutto per l’organizzazione dell’insurrezione, e la gloriosa falsa entrata nell’UE (anche se si sa già che la Merkel non lo permetterebbe mai per la sua economia e idea di regime, inoltre per il gas sono già stati firmati dei contratti e prese le indispensabili cautele in precedenza, o meglio “garanzie” ): é stata messa in discussione la libertà dell’Ucraina, tuttora sottoposta al terrore degli stessi ucraini filonazisti del Maidan, “banderesti”, chiamati in nome di Stepan Bandera, loro eroe nazionale.
Cancellare la propria Costituzione insieme all’Archivio Generale, sottoscrivere un mandato d’arresto per il presidente che loro stessi avevano scelto e condannato solo perché non aveva firmato le loro “trattive” per l’adesione all’UE; seminare paura e caos, e resistenza distruggendo una città, non a caso l’amata capitale.. Perché? Per l’autonomia di un paese? Questa si chiama manifestazione? Rende eroi i banditi, che massacrano i soldati disarmati che avevano il compito di difendere la popolazione e fermare la degradata manifestazione? Liberare dalle carceri i criminali, é un atto eroico alla libertà della nazione? Il popolo vive ogni giorno sotto il silenzio, e la paura per gli inattesi colpi di scena di questo regime su base terrorista e criminale, che si sta installando in un paese colto nella piena crisi.

Beh, in effetti questo spirito di presa del potere con mezzi terroristici, non é cosa nuova per gli ucraini occidentali, come si suol dire: il ricordo degli orrori della storia, scorrono ancora nel loro sangue, insieme all’ira e ad una forza neonazista che non risparmia le barbarie..

Chi sono questi “banderisti”, banditi che aspirano alla “libertà”? Sono gli attuali eredi della sanguinosa UPA, dallo spirito nazista, che nel 1943 effettuò la pulizia della nazione in Volinia.

Siamo nell’ottobre del 1942 a Volinia (Polonia), anno in cui si forma l’Esercito Insurrezionale Ucraino, semplicemente detto UPA. Un esercito guerrigliero appartenente all’ala militare dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN), comparso sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, che agisce tra il 1943 e il 1950 con a capo il generale Roman Šuchevič e il suo referente politico Stepan Bandera. Questi soldati hanno un obiettivo: raggiungere l’indipendenza dell’Ucraina, ma con quali mezzi?

Dati storici citati da Wikipedia:

“Nel corso della seconda guerra mondiale L’UPA raccolse l’eredità di quei gruppi paramilitari che all’inizio dell’Operazione Barbarossa accolsero come liberatori i tedeschi. Viste solo successivamente le vere finalità annessioniste di Hitler lottarono anche contro la Wehrmacht tedesca, e poi contro l’Armata Rossa e l’Armia Krajowa polacca. Nel 1943 questi gruppi liberarono dagli occupanti tedeschi la Volinia e si riunirono nell’UPA. Nel giugno 1943 il generale tedesco delle SS von dem Bach-Zalewski, un esperto nella lotta contro la guerriglia, lanciò una “BB” (Bandenbekampfung) nel tentativo di distruggere l’UPA, con 10 battaglioni di truppe SS, 10.000 poliziotti tedeschi e polacchi e 2 reggimenti di truppe ungheresi, ma non vi riuscì. Nel mese di agosto 1943 l’UPA contrattaccò a Košyrs’kyj Kamin, riuscendo a provocare grandi perdite ed a catturare numerose armi e munizioni.
In un’intervista di fronte alle autorità statunitensi nel 1948, il Comitato degli ex comandanti del Fronte orientale tedesco ha dichiarato che Il movimento nazionalista ucraino aveva formato il movimento di guerriglia più forte in Oriente, con la sola eccezione dei comunisti russi..

Dopo l’arrivo delle truppe sovietiche nella zona, l’UPA ha continuato contro esse la lotta per l’indipendenza dell’Ucraina. Nel 1944 l’Armata Rossa lanciò la sua prima offensiva contro l’UPA con 30.000 uomini, senza risultati. Per conseguire la pacificazione della zona, il potere sovietico inviò in Siberia dal 1946 al 1949, secondo le stime, 500.000 persone.[3] Nei primi mesi del 1944, i guerriglieri dell’ UPA uccisero in un agguato il generale sovietico Nikolaj Vatutin, il famoso comandante della Battaglia di Kursk. Un famoso agente segreto sovietico, Nikolaj Ivanovič Kuznecov, che indossava un uniforme tedesca per le sue missioni, morì in uno scontro a fuoco con l’UPA, che lo confuse per un tedesco. La lotta impari di UPA contro l’Unione Sovietica ha continuato nel dopoguerra per anni, fino all’assassinio di Roman Šuchevič a Leopoli nel 1950.
Durante la guerra la Volinia, dove c’era una forte minoranza polacca ed ebrea, è stata anche controllata dai guerriglieri della polacca Armia Krajowa. L’UPA dopo aver sterminato, insieme ai tedeschi o con il loro consenso, la popolazione ebraica residente, nel 1943, volendo realizzare il piano della costituzione di una Grande Ucraina, rivolse la puliza etnica contro i polacchi. 50.000-100.000 polacchi persero la vita, i rimanenti fuggirono. Rappresaglie dell’Armia Krajowa comportarono la morte di 5000 – 15000 ucraini tra cu anche dei civili. I guerriglieri dell’UPA si distinsero per inaudite barbarie, massacrando anche donne e bambini (colpi d’ascia, spellamento di persone ancora vive, amputazioni ed altre terribili torture).[4] Oggi l’Ucraina e la Polonia hanno fatto degli sforzi per conciliare gli ex-membri dell’Armia Krajowa e l’UPA, ma con poco successo. In Ucraina e Polonia sono stati restaurati i cimiteri con i resti delle reciproche parti.

Cosa avvenne dopo?

Dopo l’indipendenza l’Ucraina nel 1991 tentò di riabilitare la UPA considerandoli legittimi combattenti. I tentativi di realizzare per loro lo stesso trattamento pensionistico dei veterani di guerra dell’Armata Rossa trovò resistenza da parte di settori della popolazione di lingua russa. Un tentativo di condurre una sfilata comune a Kiev nel maggio 2005 per commemorare il 60º anniversario della fine della seconda guerra mondiale non è riuscito.
Il ruolo storico di UPA rimane una questione controversa per la società ucraina, anche se il suo ruolo per l’indipendenza nazionale è stato riconosciuto. Nel 2006 l’amministrazione della città di Leopoli ha annunciato il trasferimento delle tombe di Stepan Bandera, Andrij Mel’nyk, Evgenij Konovalec e altri leader dell’ Organizzazione dei nazionalisti ucraini e dell’UPA in una nuova area del cimitero Lyčakivs’kyj, dedicata agli eroi della lotta per l’indipendenza nazionale. Il 13 ottobre del 2007 è stato inaugurato a Leopoli un nuovo monumento di bronzo a Stepan Bandera.
Il 12 ottobre 2007, Roman Šuchevič ha ricevuto il titolo postumo di Eroe d’Ucraina dal presidente Viktor Juščenko e il 14 ottobre dello stesso anno l’Ucraina ha celebrato il 65º anniversario dell’UPA con il rango di una festività nazionale.
Il 22 gennaio 2010 il presidente Viktor Juščenko ha proclamato il leader dell’Esercito insurrezionale ucraino (Stepan Bandera) eroe nazionale.

Il massacro in Volinia

Il genocidio di Volinia, fu il peggior massacro con le più numerose modalità di tortura, talmente orrende ed incredibilmente difficili da concepire umanamente, che nessun altro massacro al mondo nella storia poté eguagliare.

I massacri in Volinia e nella Galicia dell’ Est, vennero consumati negli anni 1943-1946, dai banditi ucraini dell’UPA e dagli abitanti ucraini. Furono parte dell’operazione di pulizia etnica condotta dall’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), al Nord delle regioni della Volinia occupate dai nazisti tedeschi (Reichskommissariat Ukraine), e al Sud nella Galicia dell’Est (General Government), attualmente nei territori polacchi di Malopolska Wschodnia della piccola Polonia dell’est e nella Galicia dell’Ovest.
Questo genocidio, o meglio massacro di massa, é quasi sconosciuto e ancora rimane tale nel mondo seppur non é molto conosciuto nemmeno in Polonia. Il picco dei massacri fu raggiunto nei mesi di luglio e agosto del 1943, quando il comandante degli UPA Dmytro Klyachkivsky, ordinò lo sterminio dell’intera popolazione maschile di età compresa tra i 16 e i 60 anni. Nonostante questo, la maggior parte delle vittime furono donne e bambini.

I dati complessivi del massacro ammontano a 120.000-200.000 vittime di origine polacca di cui 80.000-120.000 in Volinia e 40.000-80.000 nella Galicia dell’Est: uccisi con torture così mostruose che l’Olocausto degli ebrei o il genocidio a Tutsi (Hutu, Ruanda), il quale comprese 800.000 vittime: furono il niente in confronto a ciò che accadde in Polonia.

Gli omicidi erano più che compatibili con le pratiche eseguite dalla fazione a capo di Bandera, composta dall’Organizzazione dei Nazionalisti ucraini e dall’UPA, di cui lo scopo fu specificato nella seconda conferenza del OUN-B tenuta nei giorni 17–23 nel Febbraio del 1943, ossia quello di purificare tutti gli abitanti di nazionalità non ucraina, al di fuori dello stato ucraino. Purtroppo le loro attività non si fermarono solamente alla “purificazione” della nazione, ma andarono oltre, e iniziarono a spingersi verso il desiderio di cancellare definitivamente tutte le possibili tracce della presenza polacca, ancora tollerate nell’area di dominio nazista. Nell’ordine dell’OUN del 1944 venne imposta la purificazione di tutte le minoranze polacche: così ebbe inizio lo sterminio. Gli eserciti dell’UPA distrussero le mura della Chiesa Cattolica insieme ad altre case dei preti polacchi con i loro frutteti e coltivazioni. Spazzarono via ogni possibile traccia, che avesse potuto confermare la presenza di abitazioni: ovviamente prestando attenzione a non lasciare nulla, che potesse dare l’impressione ai polacchi di rivendicare i loro diritti sul territorio.

Mr.Korman

Alcuni metodi di tortura (in aggiornamento)

1 Conficcare nel cranio un grande chiodo appuntito.

2 Fare lo scalpo della pelle del cuoio capelluto.

3 Tagliare con l’accetta il capo.

4 Tagliare con l’accetta la fronte.

5 Provocare l’esantema sulla fronte.

6 Infilzare la testa nel palo della struttura di una chiesa.

7 Strappare un occhio.

8 Cavare entrambi gli occhi.

9 Ritagliare il naso.

10 Tagliare l’orecchio.

11 Strappare le orecchie.

12 Forare le orecchie con un filo tagliente, facendolo passare da un orecchio all’altro.

13 Ritagliare le labbra.

14 Tagliare la lingua.

15 Squarciare la gola.

16 Squarciare la gola e la bocca tirandole fuori verso l’esterno.

17 Squarciare la gola ed inserirla in una cavità di stracci.

18 Rompere i denti.

19 Rompere la mascella.

20 Distruggere i canali dell’udito.

21 Strozzare le vittime ancora vive, appendendole ad un gancio e trascinandole.

22 Fare a pezzi il collo con il coltello o con la falce.

23 Tagliare con l’accetta il collo.

25 Tagliare a metà la testa con l’accetta.

26 Storcere la testa a 360° gradi..

27 Prende la poltiglia della testa collegandola ad un cavo elettrico (avvitato con dei morsetti).

28 Decapitare con la falce.

29 Tagliare la testa con la falce.

32 Pugnalare la testa.

33 Tagliare e strappare strisce di pelle dalla schiena.

34 Tagliare altre parti della schiena.

35 Infilzare la baionetta nella schiena.

36 Rompere le costole.

37 Infilzare un coltello o con la baionetta nel cuore o nelle parti adiacenti al cuore.

38 Pugnalare il petto con un coltello o con una baionetta.

39 Tagliare il seno alle donne con una falce.

40 Tagliare il seno delle donne spargendo il sale sulle ferite.

41 Ritagliare i genitali maschili con la falce.

42 Segare a metà il corpo.

43 Pugnalare l’addome con una baionetta o con un coltello.

44 Perforare con la baionetta la pancia delle donne incinte.

45 Tagliare lo stomaco e l’intestino tirandoli fuori.

46 Tagliare la pancia della donna incinta estraendo il bambino, e ricucendo lo stomaco con un animale al suo interno.

47 Tagliare la pancia e versarvi l’acqua bollente.

48 Tagliare l’addome, inserendovi le pietre e buttando il corpo nel fiume.

49 Tagliare la pancia della donna incinta e riempirla di vetro rotto.

Fonti: Wikipedia e http://www.godlikeproductions.com/forum1/message2266248/pg1

Per ulteriori informazioni, alcuni membri dell’UPA ritrovati: link to http://www.dailymail.co.uk

Moderne illustrazioni delle torture:http://www.bibula.com/?p=69443

Sito ufficiale sul massacro di Volinia: http://www.volhyniamassacre.eu

Libro PDF sul massacro di Volinia:Kresowa_ksiega_sprawiedliwych_ANG

Articolo sulla situazione attuale dell’Ucraina: http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/03/15/neonazisti-a-kiev-si-ma-a-fin-di-bene-come-scrivere-la-verita-senza-cambiare-il-«-frame-»/

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2 risposte a ““Le false voci dei media, e le tenebre dell’Ucraina occidentale: UPA e il massacro in Volinia.

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