Per non dimenticare a maggio l’orrore dell’Argentina 1977-1983: Nietos desaparecidos, y la lucha de las abuelas en la Plaza de Mayo e Pinochet

Separare i bambini dalle loro legittime famiglie era un modo per prevenire che crescessero odiando il regime, e per punire i loro parenti dell’aver generato dei “sovversivi”. Sono passati trenta sei anni, eppure c’é una generazione sopravvissuta durante la dittatura militare in Argentina insieme al suo terrore: sono i nietos, o desaparecidos, nipoti di quelle nonne che si recarono  tutti i giovedì nella Plaza de Mayo per  rivendicare la scomparsa dei loro figli e nipoti. Il 24 di marzo del 1976 le Forze Armate presero grazie ad un colpo di stato, il potere  del governo costituzionale della Repubblica Argentina. Da quel momento, il regime nazionale si trasformò nel “Processo di Riorganizzazione Nazionale”, che mostrò dinnanzi agli occhi degli argentini una potente politica del terrore. Dal 22 ottobre del 1977 durante la sanguinosa dittatura militare che resse l’Argentina fino al 1983, la “scomparsa”, fu una forma predominante  della quale la repressione politica fece uso intensamente, fino a toccare 30.000 persone di tutte le età, e condizioni sociali. Furono private della propria libertà e sottoposte ad atroci torture, fra questi furono sequestrati con i loro genitori i figli, o i bambini nati nei centri clandestini di detenzione nei quali venivano portate le donne incinte e uccise nella maggioranza dei casi dopo il parto. La quantità dei sequestri dei nipoti, e delle giovani madri incinte, il funzionamento dei centri di maternità clandestina come Campo de Mayo, Escuela de Mecánica de la Armada, Pozo de Banfield, etc: l’esistenza delle liste delle famiglia militari in “attesa” della nascita dei bambini in questi centri e le dichiarazioni degli stessi militari, dimostrano l’esistenza di un piano ben progettato per appropriarsi i “nipoti”. I “nipoti” rapiti come “bottini di guerra” furono iscritti come figli propri dai membri delle forze della repressione, lasciati da qualche parte, venduti, o abbandonati in istituti come bambini anonimi. In questo modo fecero scomparire, fino ad annullare la loro l’identità, privandoli dalla vita con la loro legittima famiglia, e di tutti i loro diritti e della loro libertà. I veri genitori furono soppressi per gli ideali politici, migliaia di sogni sparirono, vane speranze sotto la dittatura militare di Jorge Rafael Videra. Grazie ai turisti e alle forze straniere, l’Argentina ha potuto riprendere la propria libertà giustiziando, i membri della dittatura. Dal 1983 le Nonne hanno tentato di ricongiungere le generazioni dei nipoti scomparsi e i loro figli attraverso denunce e riconoscimenti. Sebbene la maggioranza di costoro fosse morta durante la dittatura, le testimonianze dei sopravvissuti di oltre 350 campi di detenzioni clandestini indicavano che i loro nipoti potevano essere vivi. Per tre decadi le Nonne di Plaza de Mayo hanno cercato questi bambini perduti. Il loro nome deriva dai giovedi’ passati nella piazza centrale di Buenos Aires a protestare per la scomparsa di figli e nipoti. Ma recentemente, per la consolazione delle Nonne, la ricerca sta andando anche in altre direzioni. Come risultato di un programma iniziato nei primi anni ’90 con gruppi giovanili ed artistici, sono i giovani ora adulti  a porsi domande sulla propria identita’ a cercare le Nonne. Fino ad ora, le Nonne hanno aiutato ottantotto giovani uomini e donne a ritrovare la propria identità’. Nel 1987 fu creata la banca dati genetica nazionale, e le Nonne vi depositarono il loro sangue. Ogni anno, migliaia di persone partecipavano alle rappresentazioni settimanali gratuite delle band, che si esibivano per sostenere il progetto dei desaparecidos  in varie parti della capitale. Dopo ognuno di questi eventi, dozzine di giovani chiamano le Nonne per chiedere informazioni: anche se non sono figli di “desaparecidos” vengono comunque aiutati a scoprire le proprie origini biologiche. Oggi sono stati ritrovati 102 su 500 di questi giovani. Se conoscete qualcuno in dubbio sulla identità rivolgetevi ai siti dell’organizzazione, perché non é escluso che possano essere arrivati in Italia questi giovani.

Per informazioni: http://www.abuelas.org.ar Se vi interessano le documentazioni, esiste un programma argentino, che ha filmato in 150 puntate le storie dei “desaparecidos” in Nietos, historia con idendidad.

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 Pinochet…

DITTATURA DI PINOCHET, DESAPARECIDOS
Augusto Pinochet Ugarte è passato alla storia come uno dei più disumani dittatori del Novecento, tristemente celebre per la barbara eliminazione dei suoi oppositori. Salì al potere nel 1973 dopo il sanguinoso colpo di Stato che costò la vita all’allora presidente del Cile e che travolse il legittimo governo. Appena preso il potere cancellò tutti i provvedimenti del precedente governo, dichiarò fuori legge i partiti politici, chiuse il parlamento e distrusse i registri elettorali. Istituì quindi un organo di polizia repressiva che, durante la sua feroce dittatura, dal 1973 al 1990, sequestrò, torturò e fece sparire migliaia di persone, la maggior parte degli oppositori politici di sinistra , accademici, professionisti, religiosi, studenti e operai.
Amnesty International e altre organizzazioni chiesero il suo arresto per violazione dei diritti umani , e fu emesso un mandato di cattura internazionale, ma il generale Pinochet morì a Santiago nel 2006 a 91 anni senza che i crimini compiuti nei dolorosi anni della sua dittatura trovarono giustizia. Dopo il ritorno alla formale democrazia nel 1989, infatti, il popolo cileno si trovò diviso in due: da una parte c’era chi avrebbe voluto dimenticare in fretta il loro Olocausto e chi invece chiedeva ancora giustizia per un passato che ha sconvolto la loro vita, per chi è stato ammazzato senza accuse nè processi, per chi è stato torturato, per gli esuli, per i migliaia di desaparecidos.
“Desaparecidos” in spagnolo significa “ persone scomparse” e si riferisce a tutti coloro che, uomini e donne, anziani e bambini, in diversi paesi dell’America Latina non solo in Cile, furono sequestrati dai regimi militari, torturati, mutilati, uccisi e infine gettati nel nulla. Le vittime venivano rinchiuse in luoghi segreti, in prigioni e campi di concentramento, seviziate anche per mesi, spesso drogate,caricate su aerei militari e gettate ad affogare nell’oceano durante gli ormai tristemente famosi “voli della morte”. Centinaia di bambini, assieme ai loro genitori, vennero rapiti, oppure furono fatti nascere nei centri di detenzione dove venivano condotte le ragazze incinte, le quali partorivano durante i giorni della prigionia.
Questi figli appena nati furono letteralmente rapiti dalle famiglie dei militari, altri abbandonati in istituti o uccisi, tanti venduti a coppie sterili vicine al regime . Esistevano delle vere e proprie liste di bambini “rubati”. Venivano registrati come figli legittimi dagli stessi membri delle forze repressive e privati in questo modo della loro vera identità.
Non si può parlare di adozione perché non esiste nessun vincolo legale tra la famiglia ed il bambino o la bambina; è una vera e propria violazione che ha negato al neonato una crescita psicologica naturale ma soprattutto gli ha tolto la sua vera identità.
Tipico del fenomeno dei desaparecidos fu la segretezza con cui operarono le forze governative; gli arresti ed i sequestri avvenivano spesso di notte ed in genere senza testimoni, così come segreto rimaneva tutto ciò che seguiva all’arresto: le autorità non fornivano ai familiari la notizia degli avvenuti arresti (anzi spesso alle madri, alle mogli, alle nonne che si affannavano a cercare a il marito, il figlio, il nipote rispondevano, deridendole, che forse potevano essere scappati con un ‘altra donna) e gli stessi capi di imputazione erano solitamente molto vaghi; della maggioranza dei desaparecidos non si seppe effettivamente mai nulla e solo dopo la caduta del regime militare ed il ripristino della democrazia, fu possibile conoscere che molti di loro furono detenuti, torturati, uccisi e il loro corpo occultato. Ritrovare i corpi nascosti è stato molto difficile perché i militari e i diversi organismi di sicurezza e repressione che operarono in Cile non hanno voluto fornire le informazioni e hanno nascosto ciò che è avvenuto in tutti questi anni.

Da: https://sites.google.com/site/esamevirgi/dittatura-di-pinochet-desaparecidos

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